COMMEMORAZIONE DEI MORTI 2026

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COMMEMORAZIONE DEI MORTI 2026

La morte non ha l’ultima parola

Sebbene ricordiamo ogni giorno i nostri cari, coloro che il Signore ha già chiamato alla Sua presenza, la Chiesa ha una giornata dedicata al loro ricordo collettivo.

Quando li ricordiamo, affiorano alla mente innumerevoli ricordi, che ci portano gioia, nostalgia e talvolta anche tristezza, che si manifesta con le lacrime come atto liberatorio.

L’evangelista Giovanni ci racconta l’esperienza di Gesù alla morte del suo amico Lazzaro, fratello di Marta e Maria.

«Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, lo vide e gli si gettò ai piedi, dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio ​​fratello non sarebbe morto”. Gesù, vedendola piangere e vedendo piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e si turbò. “Dove l’avete deposto?”, chiese. Gli risposero: “Vieni a vedere, Signore”. Gesù pianse. Allora i Giudei dissero: “Guarda quanto lo amava!”» (cfr. Gv 11,32-36).

Consideriamo anche i versetti precedenti di questo capitolo:

Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio ​​fratello non sarebbe morto. Ma anche adesso so che tutto ciò che chiederai a Dio, Dio te lo concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Marta gli rispose: «So che risorgerà nella risurrezione, nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà mai. Credi tu questo?».

Gesù pone questa domanda anche a te. Ci credi? Qual è la tua risposta?

Come cristiani, siamo chiamati a vivere il tema della morte con un senso di speranza. San Paolo lo esprime nella sua lettera ai Romani:

«Se siamo morti con Cristo, crediamo che vivremo anche con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non morirà più e che la morte non ha più potere su di lui» (cfr. Rm 6,8-9).

La nostra risurrezione con Cristo trova in Lui il suo fondamento e il suo compimento, e si basa sulla certezza che Egli è risorto dai morti una volta per tutte. In Gesù, siamo passati dalla morte alla vita. Pertanto, nella Sua risurrezione, dobbiamo scoprire il senso della nostra esistenza, perché crediamo in un Dio dei viventi, non in un Dio dei morti. Egli ci ha resi partecipi della Sua risurrezione.

Credere nella risurrezione di Gesù ci aiuta a comprendere che la morte non ha l’ultima parola nella nostra vita.

Ascoltiamo ciò che i Papi dicono sulla morte:

“La nostra morte non è la fine, ma l’ingresso in una vita che non conosce morte.” Benedetto XVI

“La morte non è la fine di tutto, ma l’inizio di qualcosa. È un nuovo inizio.” Papa Francesco

“La morte non è la fine, ma un passo verso la vita eterna nell’amore di Dio.” Papa Leone XIV