30 Ott DIARIO DI BORDO: ottobre 2026
«L’amore mi spinge, mi costringe, mi fa correre da una città all’altra» (Sant’A.M. Claret)
Il Mese Missionario ci chiama in molti modi.
Abbiamo iniziato il nostro cammino di ottobre con i giovani. La pastorale giovanile ha tenuto il suo incontro nazionale annuale (2-3 ottobre), organizzato quest’anno dalle diocesi di Madrid e Getafe. Yuli ha partecipato a questa dinamica esperienza di missione e partecipazione con altre vocazioni ecclesiali.
E a Reus, l’Associazione Spazi Nascosti promuove la scoperta di spazi ed edifici legati alla città. Tra questi, nella sua dodicesima edizione (3-4 ottobre), c’era la nostra casa a Reus. 495 visitatori hanno visitato il museo della Fondatrice e la cripta. La nostra guida era una donna che ha trascorso la sua infanzia in questa casa. È stata una gioia scoprire – e condividere – il luogo e il suo spirito!
«Togliersi le scarpe per prendersi cura»; «La mente che comprende collabora con il cuore che sente»; «Né spingere né tirare, ma imparare a tessere un’atmosfera di sostegno». «La vita comunitaria è di per sé uno spazio di cura reciproca». Queste sono alcune delle frasi che María Cruz e Hortensia hanno condiviso, per tutte le età, durante la loro partecipazione al IV Congresso Umanitario (7-9), con il desiderio di continuare ad apprendere dalla «sfida dell’accompagnare ed essere accompagnati», specialmente nelle comunità di suore anziane con sostegno.
A Roma si è svolto un incontro insolito (7-14): la famiglia al centro. Dieci anni dopo l’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, il Papa ha invitato le varie conferenze episcopali a un incontro per ascoltare come sta procedendo l’attuazione pastorale dell’Esortazione Apostolica di fronte agli enormi cambiamenti che stiamo vivendo. Jolanta è stata testimone di questa esperienza sinodale, partecipando e facilitando i gruppi.
Nella nostra scuola di Ciampino, il Mese Missionario e la Solennità di Santa Chiara offrono l’opportunità di celebrare la festa della famiglia. L’intera comunità ha partecipato all’evento, rendendo questa celebrazione un’esperienza rigenerante per la comunità educativa. (24)
Essere missionari significa essere inviati. A Carcaixent si è celebrata la partenza dei responsabili dei gruppi di impegno missionario che accompagnano i bambini di Korima (23). Questo momento lascia un’impressione duratura nei cuori dei giovani e rinnova il loro impegno a camminare al fianco dei più piccoli, incoraggiandoli a vivere e condividere la missione.
Essere missionari significa continuare a seminare. A Orgaz, un piccolo gruppo di Suore Clarettiane, insieme a un giovane del Gruppo di Azione Giovanile Mater, ha guidato il Triduo di Sant’Antonio Maria Claret presso la scuola e la parrocchia, riaccendendo il fuoco della missione che i Missionari Clarettiani hanno acceso nei loro quasi 100 anni di presenza e apostolato.
A Varsavia si è svolto un incontro del gruppo missionario universitario (24). Le storie e la presenza di Anna, nostra missionaria in Nigeria, e di un sacerdote li hanno ispirati a partecipare all’esperienza di volontariato con Korima. Bogusia, che accompagna il gruppo, e la comunità hanno condiviso ulteriormente lo spirito claretiano nei dialoghi e nell’Eucaristia.
Infine, si è tenuto in Vaticano il tanto atteso Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria. Dieci persone, tra cui suore e responsabili pastorali dei nostri centri educativi, hanno partecipato, rispondendo all’appello a rinnovare il nostro accompagnamento per “aiutare i giovani a diventare protagonisti di un nuovo modo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta”. Stefania, Margarita, Pilar e Celeste erano presenti “in ascolto”, aperte alle ispirazioni di una prospettiva claretiana.
E naturalmente, in ogni luogo e in ogni modo possibile, abbiamo celebrato la festa del nostro Fondatore, un uomo centrato su Gesù e sulla missione.
Sentite? Sentite?…
