18 Apr Venerdì Santo: un cammino di resa
Il Venerdì Santo contempliamo Gesù nella sua umanità sofferente e abbandonata, che sperimenta la derisione, il disprezzo, la solitudine, la mancanza di rispetto, l’abbandono, il dolore, la beffa, la croce… tutte esperienze che anche noi sperimentiamo.
Nella Lettera agli Ebrei leggiamo: “Avendo dunque un sommo sacerdote come lui, che ha attraversato i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, manteniamo salda la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, ma che è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato”. (Cfr. Eb 4,14-15). Questo testo conferma che Egli ci viene in aiuto nei momenti difficili perché li ha vissuti anche Lui.
Anche oggi possiamo fermarci a contemplare i gesti di Gesù. Accetta i momenti difficili per rendere più facile il cammino degli altri. Nel mezzo della sua sofferenza pensa agli altri: quando viene arrestato nell’Orto del Getsemani chiede: «Lascia che questi (i suoi discepoli) se ne vadano…» (cfr Gv 18,8) e, vedendo la madre sola, le dice: «Donna, ecco il tuo figlio» e al discepolo: «Ecco la tua madre» (Gv 19,26-27). Vive il rinnegamento di Pietro, le guardie lo schiaffeggiano, lo scherniscono, gli pongono una corona di spine sul capo, ne chiedono la crocifissione, gli dividono le vesti, gli danno da bere aceto e la morte in croce. Al termine di tutte queste sofferenze egli rende il suo spirito al Padre, ma prima esclamò: «È compiuto».
Tutta la vita di Gesù è stata una dedizione agli altri fino alla fine.
Aiutati dalla seguente poesia, chiediamo a un re sulla croce:
Quale corona è questa che ti adorna, che ha spine per gioielli?
Quale trono arboreo hai scelto?
Quale corte ti accompagna, popolata di persone in lutto e di falliti?
Dov’è il tuo potere? Perché non esiste un mantello regale che copra la tua nudità?
Dov’è la tua città?
Sono incoronato dal dolore degli innocenti.
Un amore invincibile mi trattiene.
I diseredati, i fragili, mi accompagnano,
coloro che hanno un cuore giusto, tutti coloro che sanno di essere forti nella debolezza.
Il mio potere non compra né calpesta,
Lui non uccide né costringe, lui ama soltanto.
Mi hai visto nella dignità della giustizia
e la misericordia copre la mia nudità.
Miei sono coloro che danno senza misura,
coloro che guardano intorno con occhi limpidi,
coloro che hanno il coraggio di lottare e la pazienza
aspettare.
E se mi capisci, verrai con me.
(Domande a un re in croce / José María Rodríguez Olaizola)
