SETTIMANA SANTA: VIA DELLA CONTRADIZIONE

Semana Santa: camino de contradiccion

SETTIMANA SANTA: VIA DELLA CONTRADIZIONE

Parlare della Settimana Santa come PERCORSO significa evocare una metafora molto cara a tutta la tradizione biblica. Gli autori biblici hanno i piedi per terra. Quando vogliono parlare della guida di Dio e del cammino spirituale degli uomini, viene in mente il verbo camminare in modo del tutto naturale. Ed è logico: l’antico semitico era un nomade, quindi strada, sentiero e sentiero giocavano un ruolo essenziale nella sua esistenza. E come la cosa più naturale del mondo, usano questo stesso vocabolario per parlare di vita morale e religiosa.

Dal punto di vista reale: il percorso è attraverso il quale la persona si sposta da un luogo all’altro camminando con i piedi per terra.

Dal punto di vista metaforico, è l’itinerario spirituale che tutti dobbiamo seguire alla ricerca di Dio se vogliamo giungere al punto d’incontro dove abita in noi il Dio di Gesù, l’Abbà.

Ma c’è di più, questo percorso può essere CONTRADDITTORIO perché la contraddizione si annida nel profondo del nostro essere…

Già nell’Antico Testamento la vita si presenta come una decisione da prendere all’incrocio di due percorsi contraddittori:

“Guarda, oggi metto davanti a te la vita e la felicità; morte e sfortuna. Se ascolterai i comandamenti del Signore tuo Dio che oggi ti do, se ami il Signore tuo Dio, se segui le sue vie e osservi i suoi comandamenti, precetti e norme, vivrai e ti moltiplicherai» (Dt 30,15-16). ).

Nel libro degli Atti degli Apostoli il cristianesimo è inteso come una strada, un itinerario. I cristiani sono i seguaci della “Via” (At 9,2). Gesù è «la via» per giungere al Padre (Gv 14,6) perché è il mediatore che rivela il Padre e costituisce l’accesso a Lui (Gv 14,7-9; Eb 10,19-22).

Il cammino cristiano è una corsa (1 Cor 9,24-27), Paolo dirà di sé: «Ma una cosa faccio: dimentico ciò che ho lasciato dietro e mi butto in ciò che mi sta davanti, correndo verso la meta» ( Fil 3,13-14), e ai cristiani viene chiesto: «Corriamo con forza la prova che ci viene proposta, fissando lo sguardo su Gesù, Colui che inizia e completa la nostra fede» (Eb 12,1-2). ).

Il cammino cristiano è anche pellegrinaggio, perché siamo un popolo di pellegrini (Eb 11,13-16), che «non ha una città stabile» (Eb 13,14) e il cui stile di vita è quello di «forestieri e ospiti .” in questo mondo (1 Pt 1,1; 2,11).

La Settimana Santa è un cammino, un cammino di contraddizioni in cui ci sono bivi a cui dobbiamo rispondere con i nostri atteggiamenti, azioni e decisioni, assumendoci dei rischi. Per scoprire che la fine della strada diventa un inizio.

Ma c’è di più, la Settimana Santa è un percorso per raggiungere il Meeting Point. Ma… sorpresa! Quando raggiungiamo il punto d’incontro, che può sembrare la fine della strada, si scopre che è davvero l’inizio di un nuovo percorso. Un cammino che inizia in modo diverso, il cammino si apre alla sorpresa di una gioia traboccante, risorta.

Il (punto dell’)incontro con Dio rompe i nostri schemi, cambia il nostro cuore e la nostra mente. Dio trasforma le nostre contraddizioni. E ci rende nuovi nella pratica. Il vero incontro con Dio ci rende capaci di fare il salto: «non quello che voglio, ma quello che vuoi tu» (Mt 26,39). Nel momento supremo «non sia fatta la mia volontà, ma la tua» è come l’espressione di Maria « Avvenga di me secondo la tua parola». Il cammino di Gesù e il cammino di Maria si intrecciano nel Punto d’Incontro, che è Dio. E cammineranno insieme su questa strada della contraddizione, fino alla pienezza.