13 Apr Domenica delle Palme: un cammino di contraddizioni
Abbiamo percorso per 5 settimane il cammino quaresimale, riflettendo e contemplando i sentimenti di Gesù: libertà, fiducia, conversione, perdono, autenticità (cfr Fil 2,6). E dopo questa camminata, oggi iniziamo la Settimana Santa.
Continuiamo a contemplare Gesù senza dimenticare che per rendere più facile il cammino degli altri, ha vissuto momenti difficili nella sua vita. Poiché la vita umana è intrecciata di contraddizioni: sequela-abbandono, addio-restare per sempre, morte-vita, fedeltà-tradimento, facile-difficile… assistiamo a queste incongruenze che si completano a vicenda.
Viviamo questa Settimana Santa non come una successione di eventi da celebrare, quasi fosse un dramma a pezzi, ma immergiamoci pienamente nel “grande passo”: la PASQUA, la vita, la morte e la risurrezione di Gesù.
DOMENICA DELLE PALME
Nella Domenica delle Palme ricordiamo l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Egli entra come un re pacifico… non su carri, né con armi o cavalleria, ma su un puledro d’asina su cui nessuno era mai salito, perché nessuno prima di Gesù era entrato nella città santa come Messia.
La gente che lo seguiva, che lo aveva ascoltato predicare o era stata guarita, stendeva i mantelli sulla strada, agitando le palme e acclamando: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore!». Ma queste stesse persone che lo acclamano questa domenica, lo accusano e chiedono che venga crocifisso il Venerdì Santo.
Fermiamoci un attimo e chiediamo a Gerusalemme:
- A cosa servono gli “Osanna” se ci voltiamo le spalle?
- Perché tutto questo trambusto se domani saremo costretti a restare in silenzio o a gridare il nome del “Barabba” di turno?
- Dove vanno a finire le promesse che il vento porta via?
- A chi giova il pane nascosto e non condiviso?
- E cosa diventeranno gli applausi di oggi se cadrai in disgrazia?
- Chi ci insegnerà ad amare, se rinchiudiamo il nostro cuore in una gabbia di pietra?
Tu, Signore, ci porterai tutte le risposte nel pane spezzato, nell’amore crocifisso, nel sepolcro vuoto.
È tempo di contemplare e ascoltare la tua Parola.
(Domande a Gerusalemme / José María Rodríguez Olaizola)
