8M: Giornata internazionale della donna 2024

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8M: Giornata internazionale della donna 2024

In questo 8M vogliamo ricordare l’origine di questa giornata e riflettere se abbia ancora senso celebrarla ogni anno.

RASSEGNA STORICA

La Giornata internazionale della donna affonda le sue radici nel movimento operaio della metà del XIX secolo, in un momento di grande espansione e turbolenza nel mondo industrializzato, in cui le donne cominciarono ad alzare sempre più la voce.

La vita delle donne in Occidente a quel tempo era una continua storia di limitazioni: nessun diritto di voto, nessun diritto di gestire i propri conti, nessuna formazione e un’aspettativa di vita molto inferiore a quella degli uomini a causa di parto e maltrattamenti.

Un esempio di questa crescente preoccupazione e dibattito tra le donne si trova nel 1848, quando le americane Elizabeth Cady Stanton e Lucretia Mott riunirono centinaia di persone alla prima convenzione nazionale per i diritti delle donne negli Stati Uniti.

Entrambi sostenevano che “tutti gli uomini e le donne sono creati uguali” e chiedevano diritti civili, sociali, politici e religiosi per la collettività.

Ricevettero quindi scherni, soprattutto per quanto riguarda il diritto di voto delle donne, ma piantarono un seme che crebbe negli anni successivi.

In questo contesto, gli storici concordano nel considerare come preludio diretto alla Giornata internazionale della donna la marcia delle donne avvenuta a New York nel 1908, quando circa 15.000 manifestarono per chiedere meno ore di lavoro, migliori salari e il diritto di voto. Un anno dopo, il Partito Socialista d’America dichiara la Giornata Nazionale della Donna, che viene celebrata per la prima volta negli Stati Uniti il ​​28 febbraio.

In questo contesto irrompe sulla scena una donna che passerà alla storia come promotrice della Giornata internazionale della donna: la comunista tedesca Clara Zetkin.

Zetkin suggerì l’idea di commemorare una giornata mondiale della donna nel 1910 alla Conferenza internazionale delle donne lavoratrici a Copenaghen, in Danimarca. La sua proposta è stata ascoltata da un centinaio di donne provenienti da 17 paesi e approvata all’unanimità, anche se senza concordare una data precisa. Un anno dopo, il 19 marzo 1911, fu celebrata la prima Giornata internazionale della donna, che riunì più di un milione di persone in Germania, Austria, Danimarca e Svizzera.

Oltre al diritto di voto e di ricoprire cariche pubbliche, si rivendicava allora il diritto delle donne al lavoro, alla formazione professionale e alla non discriminazione sul lavoro.

CI SONO MOTIVI PER CONTINUARE A FESTEGGIARE QUESTA GIORNATA?

Diamo la risposta con i dati più recenti dell’ONU:

  • 2,7 miliardi di donne non possono accedere alle stesse opportunità lavorative degli uomini.
  • Nel 2019, meno del 25% dei parlamentari erano donne.
  • Una donna su tre continua a subire violenza di genere.
  • Delle 500 persone che occupano posizioni dirigenziali alla guida delle aziende più redditizie del mondo, meno del 7% sono donne.
  • Nei 92 anni di storia degli Oscar, solo cinque donne sono state nominate nella categoria Miglior Regia; Dei cinque, solo uno ha vinto il premio (Kathryn Bigelow).
  • E il divario salariale potrà essere colmato soltanto nel 2086 se non si contrasterà la tendenza attuale.

 

Buona giornata a tutte le donne!