ECO: domenica 11 gennaio 2026

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ECO: domenica 11 gennaio 2026

Vangelo di Matteo 3:13-17:

“In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano per farsi battezzare da Giovanni. Ma Giovanni voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?».

Gesù rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che facciamo questo per adempiere ogni giustizia». Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua. Ed ecco, il cielo si aprì ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco, una voce dal cielo disse: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui mi sono compiaciuto».

 

Commento:

Dio passa nella mia vita

Meditando sul brano evangelico di oggi, vale la pena leggere il versetto precedente, dove Giovanni annuncia la venuta di Gesù e dice: «Colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali. Egli vi battezzerà con “Spirito Santo e fuoco” (Mt 3,11). Questa è una scena evangelica piena di attesa e aspettativa. Giovanni attende, e il popolo attende. E ciò che era stato promesso si realizza, anche se molti non lo riconoscono.

Questa domenica segna la fine del tempo natalizio, in cui si realizza la promessa della venuta del Salvatore, che viene “a portare ai poveri un lieto annuncio, a proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare un anno di grazia del Signore” (Lc 4,18b-19). E torniamo al tempo ordinario della liturgia, con la sua routine quotidiana, le nostre attività.

Ricevendo il battesimo, si manifestano la grande umiltà di Gesù e la sua umanità, nella quale si è fatto simile a noi in tutto tranne che nel peccato. Come espressione di questa umiltà, entra nel Giordano per ricevere il battesimo.

Quando Gesù esce dall’acqua, i cieli si aprono e la Santissima Trinità si rivela. I cieli aperti sono segno della vicinanza di Dio, segno della sua presenza, di consolazione.

Rimanete in questa frase: “Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”, ripetetela ancora e ancora, lasciate che la voce del Padre penetri il vostro cuore e lo riempia della sua pace e consolazione. Dio parla a ciascuno di noi: tu sei la mia figlia prediletta, il mio figlio prediletto. Riflettete su questa frase nella vostra vita quotidiana, nei momenti di ogni giorno: Dio viene con la sua grazia e il suo conforto nonostante tutto ciò che ci circonda, o forse meglio, in tutto ciò che ci circonda. Dio è presente nella mia vita. Lo riconosco?

Lucyna Lejba