20 Mar ECO: domenica 22 marzo
Giovanni 11:1-45
Ora, un uomo di nome Lazzaro, di Betania, il villaggio di Maria e di sua sorella Marta, si era ammalato. Maria era colei che aveva unto il Signore con profumo e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era il malato.
Le sorelle mandarono a dire a Gesù: «Signore, colui che tu ami è malato».
Gesù, udito ciò, disse:
«Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, affinché il Figlio di Dio sia glorificato per mezzo di essa».
Gesù amava Marta, sua sorella, e Lazzaro. Quando seppe che Lazzaro era malato, rimase là dove si trovava per altri due giorni.
Poi disse ai suoi discepoli:
«Torniamo in Giudea».
I discepoli gli risposero:
«Rabbì, i Giudei stavano per lapidarti, e tu vuoi tornare là?».
Gesù rispose:
«Non ci sono forse dodici ore in un giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Detto questo, aggiunse:
«Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; io vado là a svegliarlo».
I suoi discepoli risposero:
«Signore, se dorme, guarirà».
Gesù si riferiva alla sua morte, ma essi pensarono che si riferisse al sonno naturale.
Allora Gesù disse loro apertamente:
«Lazzaro è morto, e per amor vostro mi sono compiaciuto di non essere stato là, affinché crediate. Ma andiamo da lui».
Tommaso (detto anche Didimo) disse agli altri discepoli:
«Andiamo anche noi a morire con lui».
Quando Gesù giunse, trovò che Lazzaro era già nella tomba da quattro giorni. Betania era vicina a Gerusalemme, a circa due miglia di distanza, e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per la morte del fratello. Quando Marta seppe che Gesù stava arrivando, gli andò incontro, mentre Maria rimase a casa.
Marta disse a Gesù:
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. Ma anche adesso so che qualunque cosa tu chieda a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse:
«Tuo fratello risorgerà».
Marta rispose:
«So che risorgerà nella risurrezione, nell’ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Credi tu questo?».
Ella rispose:
«Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che deve venire nel mondo».
Detto questo, andò a chiamare Maria, sua sorella, e le disse sottovoce:
«Il Maestro è qui e ti cerca».
Udito ciò, Maria si alzò e andò da lui. Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma si trovava ancora nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. I Giudei che erano con lei a casa per consolarla, vedendo Maria alzarsi e andare in fretta, la seguirono, pensando che andasse al sepolcro a piangere là.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, lo vide e gli si gettò ai piedi, dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto».
Vedendo lei piangere e vedendo piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, Gesù si commosse profondamente e si turbò. Chiese:
«Dove l’avete deposto?».
Gli risposero:
«Signore, vieni a vedere».
Gesù pianse. I Giudei dissero:
«Guarda quanto lo amava!».
Ma alcuni di loro dissero: «Colui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva forse impedire che costui morisse?».
Gesù, di nuovo profondamente commosso, giunse al sepolcro. Era una grotta, e una pietra ne chiudeva l’ingresso. Gesù disse:
«Togliete la pietra».
Marta, la sorella del morto, gli disse:
«Signore, ormai puzza, perché è là da quattro giorni».
Gesù le rispose:
«Non ti ho forse detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».
Tolta dunque la pietra, Gesù alzò gli occhi al cielo e disse:
«Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. Io sapevo che tu mi esaudisci sempre, ma ho detto questo per la folla che è qui presente, perché creda che tu mi hai mandato».
Detto questo, gridò a gran voce:
«Lazzaro, vieni fuori!».
Il morto uscì, con le mani e i piedi legati da bende e il volto avvolto in un sudario. Gesù disse loro:
«Scioglietelo e lasciatelo andare».
Molti Giudei, venuti a casa di Maria, vedendo ciò che Gesù aveva fatto, credettero in lui.
«Signore, se tu fossi stato qui…»
Questa frase ci è molto familiare, non solo perché compare nel Vangelo, ma perché fa parte della nostra realtà. Quante volte diciamo le stesse cose di Marta e Maria? «Se tu fossi stato qui, Signore, forse questo non mi sarebbe successo; se tu fossi stato vicino, le cose sarebbero andate meglio». A volte ci giustifichiamo persino con queste parole quando facciamo qualcosa di sbagliato: «Signore, se tu fossi stato qui, non avrei peccato, non sarei caduto in tentazione». Ci lamentiamo di molte cose come se il Signore non fosse stato realmente con noi.
Lazzaro e le sue sorelle avevano una profonda amicizia con Gesù; sapevano che era lui, ma non avevano ancora pienamente riconosciuto la sua vera identità, che è Dio.
Noi, invece, sappiamo che è Dio e che è presente ogni giorno della nostra vita, come ci ha promesso. Eppure, molte volte viviamo come se Lui fosse lontano, come se non camminasse al nostro fianco, come se non si rendesse presente nel nostro prossimo o negli eventi della vita.
Non lasciarti sfuggire questa opportunità. Oggi è il momento di chiederti: Cosa ancora fai fatica a riconoscere della Sua presenza nella tua vita quotidiana?
Se credessi veramente che il Signore è al tuo fianco ora, veglia su di te e cammina con te, cosa cambierebbe in te? Come ameresti? Cosa faresti di diverso?
Yuli Sogen
