27 Mar ECO: domenica 29 marzo
Matteo 26:14-27:66
Nota: La Passione è troppo lunga, ricca e variegata nei suoi temi profondi per essere riassunta in un unico brano. Ho scelto una parte della sesta scena per la sua originalità, importanza e profondità.
Sul Calvario: Le tentazioni sulla croce… (27,37-44)
“Sopra il suo capo posero la scritta con l’iscrizione: ‘Questi è Gesù, il re dei Giudei’. Con lui crocifissero due briganti, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.
I passanti lo insultavano, scuotendo la testa e dicendo: ‘Tu che hai distrutto il tempio e lo hai ricostruito in tre giorni, salva te stesso! Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!’. Allo stesso modo lo schernivano i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani, dicendo: ‘Ha salvato altri, ma non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e noi crederemo in lui. Confida in Dio; Dio lo liberi ora, se lo vuole! Non ha forse detto: “Io sono il Figlio di Dio”?’. Allo stesso modo lo schernivano i briganti crocifissi con lui.”
VERAMENTE QUESTO ERA IL FIGLIO DI DIO!
Narrazione della Passione della Settimana Santa: sofferenza, tradimento, solitudine, totale abbandono nelle mani del Padre. Ascolteremo parole di Alleanza, Comunione, Amore e addio…
Questo breve racconto che ho tratto dalla Passione mi ha sempre colpito. Matteo aggiunge qualcosa che non compare negli altri Vangeli: «Se sei il Figlio di Dio…», ripetuto tre volte, ci rimanda direttamente al racconto delle tentazioni, che si conclude con «Il diavolo lo lasciò…» per un certo tempo… (cfr. Mt 4,1-11). Possiamo quindi leggerlo come le ultime tentazioni di Gesù, parallele a quelle degli inizi della sua vita pubblica quando, dopo il Battesimo, «fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo». Qui non sarà Satana a tentare, ma persone “comuni”…
La prima tentazione verrà dai passanti. Si basa sull’errata interpretazione dell’affermazione di Gesù di distruggere il tempio e ricostruirlo in tre giorni: “Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce…”. In sostanza, ciò che stanno dicendo è: smetti di parlare e dimostra il tuo potere, se ne hai, con i fatti…
Nella seconda tentazione, i tentatori saranno i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani, ovvero le autorità ebraiche. Questo rappresenta un nuovo passo, poiché riconoscono il potere di Gesù di salvare gli altri: “Ha salvato altri, ma non può salvare se stesso”. Se è il Re d’Israele, scenda ora dalla croce e noi crederemo in lui!
La terza tentazione, specifica di Matteo, proviene dallo stesso gruppo: Gesù ha riposto la sua fiducia in Dio: se Dio lo vuole veramente, lo liberi ora! Non ha forse detto di essere il Figlio di Dio? Ciò che viene messo in discussione qui non è il potere di Gesù, ma la presunzione che Dio lo voglia. Questa tentazione è quella che può penetrare più in profondità e rivelarsi la più difficile da vincere. Di fronte a queste nuove tentazioni sulla croce, Gesù rimane in silenzio. Cosa gli passava per la mente e per il cuore? Non era forse già abbastanza quello che aveva sopportato fino alla condanna a morte, senza continuare a deriderli sulla croce? L’inumanità è evidente…
Consideriamo il racconto completo della Passione, “come se fossi presente”. Cosa avremmo fatto noi di fronte a tanta ingiustizia e a tanta sofferenza? Approfittiamo di questa Settimana Santa e viviamola in vicinanza al dolore e alla sofferenza disumani di tanti nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo…
María Hortensia Muñoz
Missionaria Clarettiana
